Alternanza scuola lavoro: è obbligatoria per i candidati esterni?

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Blog - venerdì 27 aprile

alternanza scuola lavoro scuola digitaleNella lista di termini che oggi popolano la quotidianità degli studenti delle scuole secondarie superiori, uno dei più gettonati è sicuramente Alternanza scuola lavoro.

Questa espressione è stata pensata dal Ministero identificare una serie di esperienze “sul campo” che hanno come obiettivo il far avvicinare gli studenti al mondo del lavoro durante il loro percorso di studi.

Si instaura così una collaborazione tra scuola e aziende, che ospitano gli studenti per un numero di ore variabile, con lo scopo di mettere in pratica le competenze fino a quel momento studiate solo sui libri.

L’Alternanza scuola lavoro è definita proprio come attività didattica a tutti gli effetti, ed è uno dei punti al centro della “Buona Scuola”, termine con cui chiamiamo la legge 107 del 2015; gli studenti e le studentesse interessati sono quelli che frequentano gli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi.

Qual è lo scopo dell’Alternanza Scuola Lavoro?

studenti lavoro tirocinio stageLe intenzioni del Ministero sono quelle di facilitare l’orientamento e l’accesso al mondo del lavoro per gli studenti, inserendoli in azienda per mettere in pratica le loro abilità e dare loro un assaggio di come sarà il mondo del lavoro.

L’esperienza, sulla carta, promette di riuscire a dare un valore aggiunto al percorso scolastico, puntando sul settore industriale italiano come co-protagonista.

Il Ministero punta anche sulla Carta dei Diritti e dei Doveri delle Studentesse e degli Studenti in Alternanza, dove è possibile trovare articoli che regolano l’esperienza lavorativa, in un’ottica di comunicazione tra azienda, scuola e famiglia.

Tra il dire e il fare…

Nella pratica, la generica difficoltà nell’attuazione di questa norma si unisce ad un’ambiguità nella lettura delle direttive, per quanto riguarda quante e quali possono essere le esperienze che contano come alternanza scuola lavoro; svariati potrebbero essere i luoghi idonei per svolgere l’alternanza, come aziende, musei o associazioni, ma non esistono indicazioni precise in merito.

Nel caso poi di studenti lavoratori, studenti atleti e candidati esterni vi sono alcune circostanze che non rientrano nelle opzioni valide come alternanza scuola lavoro, quando si cerca la compatibilità tra l’esperienza lavorativa e l’indirizzo di studi scelto, oppure il livello agonistico a cui viene praticato un determinato sport.

I punti di convergenza tra una scuola più dinamica e un tessuto industriale capillare ed efficiente renderebbero l’esperienza di Alternanza scuola lavoro un ottimo passo in avanti verso la continuità del legame tra scuola e lavoro, nel tentativo di formare un legame saldo tra quello che la scuola insegna e il luogo naturale nel quale queste competenze dovrebbero essere messe in campo.

Purtroppo, sia la scuola che il mondo del lavoro hanno ancora alcune problematiche strutturali che rendono difficile una vera e propria interazione dinamica e produttiva, soprattutto perché questi due mondi sembrano non essere molto solidi anche quando considerati singolarmente; sembra che il termine Alternanza scuola lavoro altro non sia se non un nuovo sinonimo di tirocinio o stage, quindi solo un nome nuovo per la stessa proposta che si ripete immutata.

Come districarsi tra le norme del MIUR

Dal 2015 ad oggi, questa legge ha subito progressive modifiche e aggiustamenti, e il Ministero è intervenuto progressivamente su quelle che sono le criticità che emergevano nella messa in pratica di questo progetto didattico. Le circolari seguite in merito che dovevano chiarire le modalità con cui i privatisti dovrebbero certificare le ore di attività assimilabili ad alternanza scuola lavoro, si sono rivelate contraddittorie e poco chiare, ciò sta creando uno scenario di “anarchica creatività” nella certificazione delle ore richieste.

Nel tentativo di aiutare di studenti a costruire un’esperienza che arricchisce il loro percorso – evitando di complicare quello che di difficile c’è già nel mondo della scuola – proviamo qui di seguito ad individuare alcune risorse e materiali per affrontare al meglio questa nuova sfida che il mondo della scuola lancia, non solo agli studenti, ma anche agli Istituti pubblici e privati che li accompagnano.

C’è anche da segnalare che la norma che regola l’alternanza scuola lavoro nel caso di candidati esterni, non ha mai apertamente specificato né l’obbligatorietà di questa pratica, né che fosse un prerequisito che potrebbe compromettere l’accesso all’Esame di Stato; queste disposizioni diventeranno attive solo a partire dal 1 settembre 2018.

Infatti, l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana si è espresso in merito, dicendo che:

In base alla normativa ad oggi in vigore, dunque, salvo diverso avviso dell’amministrazione centrale che legge per conoscenza, nell’ anno scolastico corrente, si ritiene che per i candidati esterni non è richiesta, ai fini dell’ammissione all’esame, la verifica del requisito relativo alla partecipazione ad attività di alternanza scuola-lavoro. In ogni caso, le eventuali esperienze formative in alternanza scuola-lavoro indicate nel curriculum dello studente sono tenute in considerazione dalla commissione nello svolgimento dei colloqui (articolo 30 legge 107/2015). La valutazione, infatti, potrà tener conto di quanto realizzato. (fonte: Il Sole 24 Ore)

Nell’attesa di maggiori chiarificazioni da parte delle Istituzioni, iScuola® accompagna i propri studenti nella loro formazione considerando l’alternanza scuola lavoro come attività integrante, e mette a disposizione una sezione FAQ sul proprio sito web.

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